19.6.08

se la mia mamma sapesse...


Il post "Nè gay nè ebray" mi permette di parlare di un argomento che mi sta molto a cuore.
Non tedierò nessuno con chiacchiere inutili o con aneddoti personali: mi limiterò a dare qualche informazione.
Tempo fa, riflettendo su un'affermazione di Rimbaud che riteneva (in soldoni: sto semplificando per ragioni di brevità) il Battesimo un atto irreversibile, una sorta di maledizione, un punto di non ritorno, mi sono imbattuta in questo sito: www.uaar.it.
Il sito dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (di cui fanno parte, fra gli altri, Margherita Hack, Sergio Staino, Piergiorgio Odifreddi) non lasciatevi spaventare dal loro nome perchè il sito è ricco di informazioni...
siate "coraggiosi"! ;)

MATRIMONIO CIVILE

PERCHÉ SPOSARSI IN MUNICIPIO
Spesso gli atei abdicano alle proprie convinzioni accettando di sposarsi con rito religioso, al solo fine di accontentare parenti, amici e colleghi: in poche parole per non “turbare” la propria cerchia di conoscenze e, per far questo, si sobbarcano anche l’onere dei famigerati corsi parrocchiali prematrimoniali.
Talvolta al matrimonio si presentano proprio come atei: una persona che professa la religione cattolica può infatti, grazie a una particolare licenza, sposarne una non credente, ma deve comunque impegnarsi a educare i figli alla fede cattolica.
Al coniuge ateo non viene chiesto alcun vincolo, se non la consapevolezza dell’impegno preso dall’altro coniuge (con quel che ne può conseguire…).
In realtà è tempo che tutti gli atei, gli agnostici e i non credenti si rendano conto che questo comportamento debole non fa altro che rafforzare la Chiesa Cattolica, che prospera anche grazie al consenso e al controllo sociale che in questo modo esercita.

UN PO’ DI STORIA
Storicamente il matrimonio non è stato altro che l’unione legale tra le parti (non necessariamente due e non necessariamente con gli stessi diritti: la donna è quasi sempre stata considerata subalterna all’uomo). A partire dal Medio Evo, però, la Chiesa ha iniziato a estendere la sua giurisdizione anche su questo atto: per essa infatti il matrimonio è in sé stesso un vincolo di diritto naturale e sacro. Mentre all’inizio ci si limitava a una semplice benedizione davanti alla chiesa, dal XIII secolo in poi si afferma definitivamente il matrimonio canonico come sacramento, di cui il Concilio di Trento (1563) stabilisce la forma definitiva.
Negli ultimi secoli, però, la riforma protestante e le spinte per una maggior laicità dello Stato hanno portato i legislatori a interessarsi anche a questo campo: del 1804 è il Codice Napoleonico, che stabilisce per la validità del rito la presenza di un ufficiale dello stato civile.
Nello Stato italiano unitario l’introduzione di un nuovo Codice Civile a partire dall’1/1/1866 disconobbe tutti gli effetti giuridici al matrimonio religioso, mantenendo come unica forma valida quello civile e consentendo per la prima volta ai non credenti di unirsi in matrimonio senza sottostare ai dettami degli ecclesiastici.
Il Concordato del 1929, purtroppo, ridonò effetti civili anche al matrimonio religioso. Ancora oggi il matrimonio civile è disciplinato dal Codice Civile del 1942.

COME FARE, DOVE CELEBRARLO

Il matrimonio civile non richiede un iter particolarmente complicato. Anzi, il DPR n. 403/1998 prevede che le amministrazioni non possano più chiedere ai cittadini gli estratti degli atti di stato civile quando sono formati o tenuti da amministrazioni pubbliche o da altre autorità dello Stato: per fare la richiesta di pubblicazioni per il matrimonio, insomma, certificati ed estratti non occorrono più. Sarà l’ufficio di stato civile ad acquisire direttamente tutti i documenti necessari. Tra parentesi, l’iter per l’effettuazione del matrimonio cattolico è decisamente più lungo e burocraticamente complicato, come in molti hanno sottolineato, lamentandosi…
Requisito essenziale è che le pubblicazioni restino affisse in Comune almeno otto giorni, dei quali almeno due siano domeniche. Il matrimonio deve essere celebrato dal Sindaco o da un suo delegato nella casa comunale, alla presenza di due testimoni maggiorenni.
Il matrimonio civile viene celebrato dall’ufficiale dello stato civile davanti al quale fu richiesta la pubblicazione (art. 106 c.c.), ma è possibile sposarsi anche in un altro Comune: in questo caso gli sposi devono presentare una specifica richiesta.
Alcuni Comuni mettono a disposizione sale ed edifici di particolare bellezza. I requisiti formali per la celebrazione sono: la sala deve essere accessibile al pubblico, devono essere presenti due testimoni, gli sposi devono dichiarare di volersi prendere come marito e moglie, l’ufficiale di stato civile deve indossare la fascia tricolore, leggere alcuni articoli del Codice Civile, dichiarare gli sposi uniti in matrimonio e sottoscrivere l’atto insieme agli sposi e ai testimoni.
La crescente diffusione del rito civile ha spinto alcuni Comuni (ad esempio Roma) a organizzare incontri prematrimoniali “laici”, attraverso i quali informare i cittadini interessati a conoscere tutti gli aspetti, anche legali, delle nozze civili.

Attenzione: l’articolo 110 del codice civile autorizza la celebrazione fuori della casa comunale solo nel caso in cui uno degli sposi, per infermità o per altro impedimento giustificato, sia impossibilitato a recarsi nella sede stabilita dal Comune stesso per le nozze.
(...)

FARSI SPOSARE DAL MIGLIORE AMICO
La legge permette anche di farsi sposare dal migliore amico o dalla migliore amica.

Una vecchia dimenticata norma del 1939 prescriveva infatti che «…il titolare della funzione può delegare le proprie competenze a uno o più consiglieri o ad altra persona che abbia i requisiti per la nomina a consigliere comunale». Il DPR n. 396 del 3 novembre 2000 ha mantenuto questa possibilità e, all’articolo 1, comma 3, recita: «Le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate ai dipendenti a tempo indeterminato del Comune, previo superamento di apposito corso, o al presidente della Circoscrizione ovvero a un consigliere comunale che esercita le funzioni nei quartieri o nelle frazioni, o al segretario comunale. Per il ricevimento del giuramento di cui all’articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e per la celebrazione del matrimonio, le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali o a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale». Quindi qualunque cittadino eleggibile può celebrarlo.
Può essere, questo, un modo molto più simpatico di festeggiare le proprie nozze: anziché far celebrare il rito da un anonimo consigliere o funzionario (o da un prete), può essere molto più divertente farlo celebrare dall’amico o dall’amica del cuore.

Fonte: www.uaar.it (Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2007)

17.6.08

altrove...



...un ultimo sguardo commosso all'arredamento e chi s'è visto s'è visto...

12.6.08

SviaggiQuotidiani / Nè gay nè ebrey




Né gay né ebrey

La competizione per fare il testimone di nozze per una cara amica può essere un gioco molto, molto pericoloso.

Quando ha annunciato che si sarebbe sposata in chiesa, noi abbiamo tutti storto il naso.
La mia amica G è atea, anticlericale e di discendenza ebraica. Ed è stata per anni una grande frequentatrice della zona bestemmia.

Ma poi ci ha spiegato che lei e il suo futuro marito amano molto l'aspetto estetico e tradizionale del matrimonio cattolico: il vestito bianco, il bouquet, lo scambio delle fedi. Insomma, l'amica G ci ha fatto sapere che si sposa in chiesa un po' per lo stesso motivo per cui lo fa un numero sempre crescente di giapponesi: perché è tutto così carino!

Tranquillizzati da questa concezione pagana delle nozze, ci siamo buttati tutti a capofitto nei preparativi e, a oltre un anno di distanza dall'evento, già passiamo delle ore a discutere dei minimi dettagli.

Ieri c'è stata una delle discussioni più infuocate: la scelta dei testimoni. L'amica G ha scelto di averne solo due (eliminando la triste usanza di averne tre, quattro, cinque di cui però solo due "firmatari" con un ruolo istituzionale).
Scelta sobria e giusta. Ma chi saranno questi due?

Il primo è suo fratello: un mio amico carissimo con cui recentemente avevo litigato a morte su Facebook e con cui, ho il piacere di annunciarvi, ieri ho fatto pace in modo, molto affettuoso. Per il secondo posto è chiaro a tutti che i principali contendenti siamo io e la migliore amica di G.

Ma c'è un problemino. Anzi due: io sono un gay con prole e l'altra ragazza è un'ebrea che di recente si è trasferita a Tel Aviv per essere ancora più ebrea.
Due persone che la chiesa non farebbe i salti di gioia ad avere davanti all'altare e soprattutto due persone che non sarebbero così contente di firmare un documento dove dichiarano di essere cristiani cattolici, di non convivere, di non usare contraccettivi e, implicitamente, di non essere né gay né ebrei.

Che serva firmare il documento, però, è tutto da vedere.
Di certo lo fanno firmare ai padrini/madrine di battesimo (me lo ha raccontato tra le lacrime un'altra amica che, appena mollata dal suo convivente, ha dovuto anche firmare una dichiarazione di NON essere convivente). Ma il testimone di nozze penso che sia una figura del diritto civile: tipo il tizio in fila dietro a te che ti fa da testimone per la carta d'identità.

E poi c'è la questione sacramenti. 
Bisogna essere battezzati/comunionati/cresimati per poter fare da testimone? Questo giocherebbe a mio favore perché io, al contrario della mia rivale di Tel Aviv, sono cresimato. Eh sì, lo so, un brutto scherzo del destino (o un brutto scherzo di mia madre, per essere più precisi), ma è così.

Comunque, stretta tra tutte questi dubbi e difficoltà, che nessun forum di matrimoni e future spose è riuscito a risolvere definitivamente, l'amica G ha cominciato a pensare di scendere al gradino di candidati sottostante.
Dopo il gay e l'ebrea, ci sono a parimerito le tre amiche dell'università. Tutte e tre cristiane, tutte e tre rispettabili, tutte e tre presentabili.
Appunto, tutte e tre: come fare a sceglierne una senza che le altre due rompano l'amicizia in preda allo sdegno e alla delusione?

A quel punto sono cominciati a uscire i nomi più assurdi come candidati testimoni: l'amica del liceo che G non vede più da anni, la cugina a cui non ha quasi mai rivolto parola, il figlio della portiera a cui era così affezionata.

Insomma, il caos più totale.
Per facilitare le cose, allora, io ho fatto un nobile passo indietro: "Cara G, io spero che i testimoni possano essere anche di altre religioni e quindi ritiro la mia candidatura e endorso la mia rivale (Yes, we can!).
Ma a una condizione: che le mie figlie possano essere le mini damigelle che precedono la sposa spargendo petali di rosa".

Un atto di profonda umiltà che apparentemente mi avvicina alla chiesa delle origini, ma che invece avrà l'effetto di rimettere me e la mia famiglia al centro della funzione. Perché lo sanno tutti che i testimoni non se li fila nessuno, mentre i paggetti sono i veri attori non protagonisti di un matrimonio. 

12 Jun 2008 - Claudio Rossi Marcelli 

6.6.08

Fabrizio Gatti - La preparazione di un reportage sotto copertura



Inviato del settimanale L’Espresso, a cui è passato nel 2004 dopo aver a lungo scritto per il Corriere della Sera, deve la sua notorietà alle numerose inchieste condotte sotto copertura. E’ stato in Moldavia, Romania, Albania, Egitto, Marocco, Tunisia, Niger, Mali, Senegal e Venezuela per ripercorrere i viaggi delle vittime della prostituzione, del lavoro nero e dell’immigrazione clandestina. Nel 1998 ha vissuto in una baraccopoli alla periferia di Milano. Ha poi condotto inchieste sulle trasformazioni nel mondo del lavoro globalizzato, sul trattamento subito dai rifugiati kosovari che varcavano il confine svizzero e sui centri di permanenza temporanea dove vengono detenuti gli stranieri senza documenti. Nel 2000 si è fatto rinchiudere nel centro milanese di via Corelli e, nel 2005, nel cpt di Lampedusa, con il nome di Bilal Ibrahim el Habib. Bilal è divenuto il titolo del libro che ha vinto il Premio Terzani.  Per il suo reportage sulle condizioni degli immigrati che lavorano come braccianti nell’Italia meridionale gli è stato assegnato, nel 2007, il prestigioso premio giornalistico dell’Unione Europea (Journalist Award). Tra le sue inchieste più conosciute, va ricordata quella sul “Policlinico degli orrori” a Roma. E’ autore del libro per ragazzi Viky che voleva andare a scuola (2003). Bilal è stato pubblicato da Rizzoli nell’autunno 2007 per la collana 24/7.

LATITUDINI photo by fabrizio nacciareti



Fabrizio Nacciareti è nato a Roma nel 1981, nel 2000 si diploma in reportage e fotografo di scena presso L’istituto di cinematografia e televisione “Roberto Rossellini”. Successivamente all’ISFCI si diploma in fotografia, dal 2002 collabora con agenzie fotografiche italiane ed estere. Nel gennaio del 2007 e’ fondatore della rivista visivamagazine.com

4.6.08

del mondo...

C.S.I. - In viaggio





Marlene Kuntz - LIEVE (live storytellers)




C.S.I. - LIEVE (Live unplugged 1994)





C.S.I. - Matrilineare (1997)



...

2.6.08

ISLINGTON MILL (UK)

I Ting Tings mi offrono l’occasione per segnalare Islington Mill:il luogo in cui hanno composto il loro album.

Il “Mill” è un laboratorio, un centro culturale, culla di numerosi scultori, pittori, web designer e musicisti. 
Lo spazio è stato ricavato da un ex filanda di cotone a Salford, molto vicino a Manchester (UK).
Islington Mill ospita oltre 50 studi di artisti, due gallerie d'arte uno studio di registrazione e un club. 

UDITE UDITE: I LOCALI POSSONO ESSERE AFFITTATI!!! 
Naturalmente previa iscrizione ad una lista d’attesa.

Ogni studio conserva ancora il carattere originario dell'edificio (si tratta di una costruzione vittoriana): pareti di mattoni bianchi, colonne di ferro, soffitti a volta.
I singoli studi sono stati suddivisi utilizzando pannelli in gesso. 
Gli spazi sono autonomi, ben illuminati e riscaldati.
L'edificio ha una rete Wi-Fi a cui si può accedere da tutti i monolocali.

Che cosa include il canone di locazione?
· Energia elettrica,
· Acqua
· Smaltimento dei rifiuti
· Wi-Fi
· Edifici Assicurazioni.

Le dimensioni degli spazi?
Sono divisi in tre categorie principali.
· Piccoli 3m x 3m
· Medi 3m x 6m 
· Grandi 6m x 6m

N.B. Vi sono numerosi spazi attorno al Mill che possono essere utilizzati per eventi una temporanei come: photoshoots, prove, esposizioni e riprese 

Quali sono le condizioni generali di contratto?
Si tratta di un contratto estremamente flessibile che si rinnova di mese in mese.

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