31.12.10

-2011- THIS YEAR, I WILL


31 gennaio tempo di propositi (buoni?)…
fra i miei quello di ricominciare a postare e … lo manterrò!
Se qualcuno di voi fosse a corto di idee esiste un generatore di buoni propositi online (clikkate qua) realizzato da una grafica statunitense.
Trovo che sia un'idea divertente!
Si potrebbero usare anche come segnaposto per il cenone (basta stamparli su un cartoncino).
BUON ANNO A TUTTI!
Cat

28.10.10

una carriola di disegni…#2

il DIECI ottobre le carriole sono tornate a L'Aquila…
Angela Maria Russo
Sul cartello di divieto di sosta c'è scritto:
"PER LAVORI" dal.... al...
…non c'è nè la data di inizio e neanche quella della fine ovviamente!

LUNEDÌ 11 OTTOBRE 2010
SIMO CAPECCHI
Ieri nella zona rossa a disegnare credo fossimo almeno 50, più i fotografi e vari accompagnatori. E' la prima volta che un gruppo così consistente di disegnatori si riunisce per un reportage collettivo, da Trieste, Bologna, Latina, Roma, Lanciano. Da Napoli eravamo Caroline Peyron, Ferruccio Orioli, io e mio marito Enrico Rebeggiani, abruzzese di Chieti. Abbiamo conosciuto Antonio Di Giandomenico, il prof. Antonio Gasbarrini e diversi cittadini aquilani attivi nell'Assemblea cittadina che altri avevano già incontrato nei sopralluoghi precedenti. Quello che abbiamo visto e ascoltato è cosa difficile da raccontare.
Ingenuamente, non mi aspettavo di trovare la ferita così aperta, nelle persone oltre che nelle case. La zona rossa comprende quasi l'intero centro storico ed è militarizzata, con camionette ad ogni varco. Tutto è puntellato. Sono pochissimi i cantieri attivi. La città è in attesa di crollare definitivamente e neanche troppo lentamente.
Mentre disegno in piazza Santa Giusta arriva una signora con i genitori anziani e protesta che vuole vedere la sua casa. I vigili del fuoco che ci stanno scortando divisi in tre gruppidi circa venti persone, la fanno entrare e noi le prestiamo i caschetti. Quando tornano il padre è in lacrime. "Ho quattro case e non posso entrare in nessuna. Loro ci entrano invece, eccome: le hanno appena messe in sicurezza, hanno sfondato i tramezzi col piccone per far passare i tiranti, mi hanno fatto a pezzi tutto quello che era rimasto, i mobili..."
A via Sturzo, fuori della zona rossa, la fila di palazzine in cemento armato ha reagito quasi peggio di quelle in muratura: i muri di tamponamento al piano terra sono esplosi cacciando fuori tutto il contenuto delle case. In un mucchio troviamo frammenti di spartiti e strumenti musicali.
Ferruccio Orioli fa questo disegno in quattro parti. Architetto di origini veneziane, ha visto da vicino diversi terremoti, dal Friuli, al Belice, all'Irpinia. "Ma questo è il primo terremoto italiano a non avere una legge speciale che preveda la ricostruzione. Una città intera è stata condannata alla scomparsa. Non ce la faccio più a guardare, finisco l'acquerello al caffè". Siamo stati male, tutti. Non so se era più il senso di impotenza o la rabbia.

Nel 1703, ci racconta Gasbarrini, la città fu distrutta da un violento terremoto e un illuminato Marchese della Rocca Marco Garofalo, il "Bertolaso" di allora, obbligò i cittadini a ricostruire le case assistendoli e sospendendo le tasse per diverso tempo. Da gennaio i cittadini dell'Aquila invece pagheranno le tasse normalmente, arretrati compresi.


Il peso ...della situazione
artman
Un "TELAMONE" ha attirato la mia attenzione, stranamente la diagonale di una impalcatura azzurra coincide con le mani del personaggio... si ritrova a reggere o meglio a sorreggere, il PESO del suo carico consegnatogli dal fato... (particolare del rosone della chiesa di Santa Giusta di Bazzano).

3.10.10

una carriola di disegni…



Ho dichiarato il mio amore per i taccuini di viaggio due anni fa (in questo post 1000-journals-project)

Lo considero ancora un modo di vivere e di viaggiare.

Rappresenta anche un modo differente di guardare e di raccontare, di entrare in contatto con la realtà e di farne esperienza.

Una carriola di disegni è un blog che racconta l'iniziativa di un gruppo di URBAN SKETCHERS che si sono riuniti, come l'ormai noto popolo delle carriole, per riprendersi L'Aquila.


Loro, i disegnatori in carriola, si descrivono così:
...nessuno aveva ancora raccontato L'Aquila e il terremoto con matita e taccuino, girando per le strade e disegnandola dal vero.
L'Idea è proprio questa ed è semplice in fondo: raccogliere le immagini dei disegnatori che attraversando le strade, le piazze, le nuove periferie di questa città silenziosa, ma non ancora ridotta al silenzio, vogliano raccontare i luoghi comuni e non comuni del terremoto.
Raccontare l'orrore e la volgarità del terremoto, la bellezza forse ancora intatta della città, la voglia di ricostruire e di reagire veramente, gli errori e gli squallori che per ora ha riservato la ricostruzione,... mettere su carta che L'Aquila non è proprio quel paradiso in terra di cui parla la gente, quello della "missione compiuta", pieno di case superarredate, scuole, gente felice che ha avuto tutto e chevoletedipiùadesso... ingrati!
Per fare questo serve prendere un taccuino, una matita, una scatola di acquerelli e camminare, osservare e "ridurre" tutto alle due dimensioni del foglio di carta.
Chi viene con noi?


Come il ragno…

Fabio Ascenzi
Percorro le linee di questa struttura e in sequenza seguo la fine che fa una preda caduta nella rete. Immagino le abili zampe che tessono fili indistruttibili per il gran finale. Fotogrammi tragici da riavvolgere per il lieto fine.


Piccole comodità #1

pantofole
Carlo Castellani

25 luglio - Con Federico e Marco mi fermo a disegnare in piazza S. Marciano, in un silenzio così denso da galleggiarci dentro, increspato solo da un piccione o dal frusciare di qualche topo.
La facciata della collegiata del XIV secolo è spaccata in due dal sommo alla base, rilegata dalle ubique cinghie gialle; ad essa è stato addossato un grande cumulo delle più varie cose: calcinacci, mobili, cartoni, damigiane, attrezzi da cucina, strutture metalliche, buste di plastica...
Da una parte ci sono anche alcune paia di pantofole, a ricordare le piccole comodità domestiche spazzate via dal terremoto e ora più difficili da godere e recuperare, il diritto sacrosanto a starsene nella propria casa, la sera, in pace e in pantofole.

Piccole comodità #2

sedia a sdraio
Carlo Castellani

Altri resti di piccole comodità domestiche emergono dal cumulo di oggetti in piazza S. Marciano.
I colori gai ma un po'sbiaditi di una sedia a sdraio coronano un mucchio di cassetti, componenti di mobili e una pentola a pressione ancora lustra e brillante.
Ci sono parecchi attrezzi da cucina, per esempio una macchina per la pasta nuova nuova; che vengano dal ristorante che si affacciava sulla piazza?
Mentre disegniamo arriva una famiglia, sono i proprietari del ristorante e cercano qualche loro mobile ancora utilizzabile.
Sembra quasi che il terremoto ci sia stato l'altro ieri e non più di un anno fa...


Ci si riappropria di un territorio percorrendolo a piedi.
Non lo si può fare in nessun altro modo.
La Terra si strappa alla propria indifferenza passo dopo passo, battendola palmo a palmo, immersi nel silenzio e avvolti nella polvere.
I taccuini entrano a L'Aquila silenziosamente per non restare muti.
Bastano pochi tratti per restituire l'atmosfera surreale che vi si respira e per svelare qualcosa…
Ad esempio, le "fasce di contenimento" che cingono edifici e monumenti (per impedire cosa? Il dissolvimento? L'evaporazione?)io non le avevo mai notate.
Ora le guardo - per la prima volta - raggelata.



PALMAR
La Chiesa delle Anime Sante prigioniera delle fasce di contenimento sotto stretta vigilanza di un'auto dei VV.FF.



Elisabetta Mitrovic

Le cinghie che contengono le colonne, le torri, le chiese sono tutte gialle ed evidenti... quando torni a casa ti rimane negli occhi questa immagine. Quando torni a casa... pensi a chi non l'ha più, pensi a chi l'ha, ma attorniata e sorretta da queste cinghie.


N.B. Torniamo a L'Aquila il 10 Ottobre 2010, quindi riprendete taccuini e caschetti e venite a testimoniare con noi.
Disegnamo quello che vediamo e basta, la gente, la vita, la città, quello che è successo e non doveva succedere quello che doveva succedere e non è successo...
VI ASPETTIAMO!

17.9.10

Quando McCurry era a Perugia









"Osservare un viso è come guardare dentro un pozzo,
sul fondo si compone un riflesso,
ed è l'anima che si lascia intravvedere."


(Steve McCurry)

Dedico queste immagini a chi non ha avuto occasione di visitare Sud-Est 1980-2009, bellissima mostra di 240 scatti di Steve McCurry, che è stata esposta a Milano, al Palazzo della Ragione, dall'11 novembre 2009 al 21 marzo 2o1o e a Perugia, alla Galleria Nazionale dell'Umbria, dal 10 aprile al 5 settembre 2010.

A Perugia l'allestimento progettato da Peter Bottazzi è stato messo in opera - sono tornato ben tre volte a visitare la mostra! - ancora meglio che a Milano, almeno a giudicare dalle inquadrature che ho trovato nel web. Bottazzi è stato encomiabile nel riuscire ad aggiungere alle opere di McCurry, di per sé già suggestive e coinvolgenti, una terza dimensione spaziale e psicologica, tale da accompagnare il visitatore a viaggiare attraverso l'anima del Mondo e la propria. Su 6 strutture di travi, ramificate a mo' di metaforici alberi, sono state sospese nella sala principale la maggior parte delle foto, suddivise in altrettanti percorsi: L'altro, Il silenzio e il viaggio, Guerra, Gioia, Infanzia, La bellezza.

In una sala più piccola era infine ospitato un ulteriore capitolo di Short Stories, sulle piogge monsoniche in Asia e sui malati terminali di HIV in Vietnam.

Complimenti a Tanja Solci, curatrice della mostra, per avere ideato e composto questi percorsi, pieni di fecondissimi contrasti, di stupori e sorrisi quanto di orrori e lacrime.

Una nota tecnica. Molte foto denotavano evidenti ritocchi in fase di post-produzione: colori particolarmente saturi e a volte quasi surreali, livelli di contrasto e luminosità ben al di là delle possibilità intrinseche di un obiettivo fotografico. Qualche "purista" ha storto il naso su ciò, a me invece non ha disturbato: una foto non è mai una riproduzione oggettiva della realtà, né è sempre un'interpretazione operata dall'autore, che mentre scatta fa egli stesso parte della scena, anche se non dell'inquadratura, ne percepisce sensazioni e respira emozioni. Se tutto questo può essere meglio trasmesso allo spettatore elaborando la foto, ben venga.

N.B. Ho scaricato da internet i primi 3 ritratti, tra cui quello celeberrimo della ragazza afgana che nel 1985 fece conoscere McCurry ovunque. Le altre 5 foto le ho fatte alla mostra semplicemente con l'iPhone: onore al "melafonino" che pur col suo paio di megapixel ha consentito questi scatti niente male. E merito pure della splendida illuminazione dei pannelli: luce radente, dall'alto, che pareva uscire dalle fotografie stesse.

LINK PER APPROFONDIRE:

P.S. Visto che ho recensito una mostra già finita, mi faccio perdonare suggerendovi di visitarne (e linkando) una che non è ancora iniziata:

TEATRO DEL SOGNO
da Chagall a Fellini

Galleria Nazionale dell'Umbria

Perugia

dal 25 settembre
al 9 gennaio 2011

12.9.10

O-H-M-Y- G-O-D-!



Ieri, mentre mi accingevo ad aggiornare questo blog sempre più trascurato, ho trovato questo commento:
"Ciao; il tuo blog mi sembra INDISPENSABILE, e perciò gli ho dedicato un premio, che (sperando ti vada di ritirarlo..!) trovi qui: lanavesullonda.blogspot.com"
Bene, ringrazio Ondina di cuore, per avermi fatta sentire come Scarlett Johansson in una scena di He's Just Not That Into You!
Intendiamoci, non sto assimilando il dardo ad un contenitore per alimenti ;P (né, mi sto paragonando a Scarlett… :( )
Purtroppo non posso inserire la clip della sequenza a cui mi riferisco, ma se cliccate qua potrete comprendere quale sia stata la mia reazione.
Wow! Non mai vinto nulla e, all'improvviso, scoprire che qualcuno non solo leggeva il mio blog, ma lo considerava pure "indispensabile" (addirittura un'oasi!), m'ha fatta arrossire.
Grazie ancora, accetto il premio e pubblico il regolamento.

Info.

Il premio Dardos è un riconoscimento assegnato ai blog meritevoli per i loro contenuti culturali, etici o letterari.

Non avendolo mai sentito nominare ho cercato qualche informazione e scoperto che nessuno ne conosce l'origine. In pratica si tratta di una sorta di Catena di Sant'Antonio (o Bloggonio come scrive un blogger), un premio che i blogger si assegnano e che è utile a conoscersi e a fare rete. Bello!

Dunque, anch'io dopo 24 ore di autocompiacimento (;P), passo ad adempiere a qualche dovere.

Il regolamento.

E' semplice, chi viene nominato negli elenchi è invitato a:

1. accettare e comunicare il regolamento, visualizzando il logo del premio (fatto);


2. linkare il blog che lo ha premiato (lanavesullonda.blogspot.com

);


3. premiare altri 15 blog meritevoli (compreso quello che vi ha premiati, se si vuole), avvisandoli del premio.


Premio lanavesullonda che m'ha premiata.


Cavolo, 15 blog! Non ne seguo così tanti…

Vediamo un po'…


N.B. Conosco personalmente le persone che animano questi blog e le stimo (questa parola per me ha ancora un "peso").


germinazioni.blogspot.com/


leparoledidentro.splinder.com/


teresaciulli.blogspot.com/


antonellomastantuoni.blogspot.com/



Questi, invece, sono blog di perfetti sconosciuti.

Sono solo alcuni dei blog che sono per me fonte continua di stimoli.


inviaggiocoltaccuino.blogspot.com/


nonsisamai.com/


dilavorochefai.blogspot.com/


nicolaingiappone.blogspot.com/


ilmondodigaz.blogspot.com/ (da cui, un giorno, spero di essere invitata a cena ;P)


Frida, mi emoziona

fridainnamorata.blogspot.com/


Donne con la valigia non ha bisogno della mia segnalazione, ma lo premio ugualmente!

donneconlavaligia.wordpress.com/


22passi lo nomino, ma non me la sento di premiarlo: si tratterebbe di un conflitto d'interessi dato che Daniele collabora (anche se mooolto di rado) con Sviaggi.

22passi.blogspot.com/

23.8.10

PASSEGGIATE ALEATORIE…(from London) #2

…riprendo le mie passeggiate*.
NO Thames NO London
Cosa potrei consigliare a chi arriva a Londra per la prima volta?
Abbandonatevi e danzate!
Iniziate dal Tamigi senza il quale Londra non sarebbe…
Iniziate dal Tamigi che danza con Lei (Lei, Londra, LA città) come…
…come solo un amante farebbe…

"Sedici ponti pedonali e automobilistici, sei ponti ferroviari, vari tunnel e traghetti, le numerose rotte dei battelli turistici che fanno la spola tra una sponda e l'altra: una fitta ragnatela, quasi le cuciture di due lembi d'un tessuto urbano.
Ma soprattutto - poiché il Tamigi serpeggia per la città, diretto ad est ma sempre salendo verso nord e scendendo verso sud, creando stretti gomiti e larghe curve, avanzando e poi retrocedendo, quasi avesse bisogno di tempo per rassegnarsi al mare – un continuo ribaltamento di prospettive, di punti di vista.
Forse è questo l'aspetto più affascinante, e disturbante, di Tamigi-Londra: ogni attraversamento sembra imprimere una piccola rotazione al caleidoscopio del rapporto città-fiume, e subito tutto muta, si scompone e ricompone, per poi mutare di nuovo, scomporsi e ricomporsi; le vedute non fanno che trasformarsi, ed è come se la città (le sue prospettive, i suoi scorci) fosse un enorme, multiforme work-in-progress, uno scenario teatrale in continua trasformazione, un incessante Hellzapoppin', il bizzarro e surreale film del 1941, in cui quinte e oggetti di scena vengono trasportati di continuo qua e là, apparentemente senza senso"
Mario Maffi, Tamigi. Storie di fiume, ed. ilSaggiatore, p. 127

* m'ero interrotta qui (
passeggiate-aleatorie from london #1)

6.7.10

Space Oddity #2


Il satellite dell’Ente spaziale europeo, Planck, ha cominciato a inviare le prime immagini dell’Universo.

Planck registra la radiazione cosmica, cioè quello che resta della luce prodotta dal Big Bang: questa radiazione “fossile” permea tutto lo spazio e, secondo gli scienziati, è “la traccia indelebile della giovinezza dell’Universo”.

Le osservazioni, svolte tra agosto 2009 e giugno 2010, sono le più nitide mai ottenute e dovrebbero permettere lo studio dell’Universo nelle sue fasi iniziali. Al centro dell’immagine è ben visibile la Via Lattea, che oscura gli altri dettagli.

Fonte: Internazionale.it


Wow! Un vero e proprio viaggio nel tempo…

Info:




N.B. Space Oddity era il titolo di un altro post di sviaggi…lo trovate qua

5.7.10

L’usage du monde


Il Musée du quai Branly è dedicato alle culture e alle arti dei popoli “non occidentali”. Tra i progetti fin qui più originali dell’istituzione parigina c’è stata la produzione di cinque film, sguardi d’autore che rinnovano l’approccio antropologico, per testimoniare le condizioni di vita in regioni lontane (Gabon, Ucraina, New Mexico, Cina e Nepal), rimaste ai margini della modernità.
Da segnalare in particolare gli episodi L’Argent du charbon del cinese Wang Bing e Lumière du Nord del russo Sergei Loznitsa, due autori chiave del documentario contemporaneo. Il confanetto esce in Francia per Editions Montparnasse. (a cura di Sergio Fant)

Info

37, quai Branly
75007 – Paris
Tél : 01 56 61 70 00
mardi, mercredi et dimanche : de 11h à 19h
jeudi, vendredi et samedi : de 11h à 21h

2.7.10

…la mappa non è il territorio…

London

…povero il mio blog abbandonato!
Torno con due nius prese dal mio internazionale delle meraviglie: la scatola magica da cui traggo sempre nuove sorprese.
Buona lettura.
Cat

1a

Roma

Locals and Tourists è un insieme di cartine che fa parte del progetto Geotaggers’ World Atlas di Eric Fischer* per mostrare quali sono i posti più fotografati del mondo.
I puntini blu indicano le foto scattate da persone del posto, i rossi quelle dei turisti, i gialli quelle non attribuibili.
Le mappe sono ricostruite in base al numero di foto condivise con Flickr o Picasa.
Alcune città, per esempio quelle italiane, risultato fotografate solo da turisti.
Ma il dato potrebbe essere falsato dall’abitudine ancora abbastanza rara di mettere le foto online.

*non trovate che siano bellissime e suggestive?


2a

Tutte le Deepwater del mondo


Non c’è solo la Bp a rovinare il pianeta.

Il designer Gavin Potenza ha creato un’infografica che mostra le più gravi di fuoriuscite di petrolio avvenute nella storia.

18.6.10

solo i viaggiatori finiscono…


"Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione"
(Josè Saramago, da Viaggio in Portogallo)

3.6.10

Come pensano che li pensiamo la dice lunga su come pensano che siamo


(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Mi sono imbattuto, sul blog di Federico Rampini in repubblica.it, in questa improbabile cartina de L'Europa vista dagli Italiani. Da ridere o da piangere, a seconda dei punti di vista.

P.S. Di solito non lo faccio, ma eccezionalmente questo post esce quasi in duplice copia, anche sul mio blog. Chiedo venia.

2.6.10

La Transnistria



La Transnistria o Transdniestria è uno stato indipendente dal 1990, non riconosciuto a livello internazionale. Ubicato tra Moldavia e Ucraina, ha per capitale la città di Tiraspol ed è governato da mafia locale e militari russi. Per saperne di più vale la pena di leggere la scheda su wikipedia e l'interessante approfondimento di Matteo Zola sul sito EaST Journal - Società, politica e cultura dell'est europa.

18.5.10

LOST HIGHWAY...


photo by ale2000


Domenica 9 maggio, autostrada A7, all'altezza di Bereguardo aspettavo sotto la pioggia che una coppia di amici venisse a prendermi...
Naturalmente, non aspettandosi che fossi lì a piedi, non m'hanno vista...
E sì, me li sono visti passare sotto il naso: pagato il pedaggio hanno tirato dritto.

P. A. N. I. C. O.




Bloccata ad un casello autostradale sotto la pioggia, con la valigia e senz'ombrello ???
PERCHE'(me lo sono chiesta e me lo chiedo ancora ;p)?!
Semplice, l'amica che m'aveva dato un passaggio, non poteva aspettare con me dovendo correre a Bergamo per prendere un aereo che forse non sarebbe partito causa nuova eruzione dell'ormai arci noto/impronunciabile vulcano islandese.
Insomma, un disastro per tutti!
Però…non m'era mai capitato di guardare al di là di un casello, di starci dentro, di guardare in faccia gli impiegati: rinserrati come sono dietro un vetro blindato, riesci a malapena a distinguerne la sagoma...
Attraversare meccanicamente un casello, un altro e un altro ancora, impazienti di partire, arrivare, proseguire.
Attraversarne uno o cento, sempre uguali, in fondo è la stessa cosa: la parte meno interessante di un viaggio. Quella che nemmeno si ricorda tanto è istantaneo il passaggio...
Ma io ero appiedata e ferma e la signora Pinuccia, l'impiegata che m'ha accolta, la ricorderò!
M'è venuta incontro, m'ha soccorsa e riparata sotto il suo ombrello. Ha dato indicazioni ai miei amici che nel frattempo s'erano persi e ha aspettato con me sino al loro arrivo.
Dedico questo post a lei e ai miei amici pazienti!!
Se vi capiterà di passare da quelle parti, mi raccomando, sorridete al casellante!
by Cat

*

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