31.10.12

#2 UN PO' DI DRITTE&INFO. (hai capito 'sti Inglesi ;-P)


La frustrazione m'ha spinta a rimettermi in cammino.
Uscire dal guscio, mettersi in difficoltà, costringersi a parlare, fuggire dalle frotte di connazionali che hanno invaso Londra…ok, ma come?
Beh…internet è la mia personale scatola delle meraviglie, una sorta di baule della nonna dove si trova sempre qualcosa di utile.
Lo scorso inverno,infatti, cercando delle comunità che accogliessero volontari, sono capitata su un forum in cui si menzionava questo sito: workaway.
E dopo workaway ne ho scoperti altri due: wwoof e xhelp.
Mi si è aperto un mondo!
Quello dei viaggi lowcost.
Lavoro in cambio di vitto e alloggio (a volte anche di una piccola paga).
Attenzione, non si tratta di sfruttamento, ma di uno scambio.
Lo dico alla luce dell'esperienza che sto vivendo non per sentito dire.
Si possono scegliere comunità, organizzazioni che lavorano con minori a rischio, ostelli, fattorie, ecc…
Questi siti fanno in modo che domanda e offerta possano incontrarsi.
Ci si iscrive (nel caso di xhelp e wwoof si paga una quota associativa che ti da il diritto di usare il servizio per due anni), si crea il proprio profilo, si sceglie una nazione e si spulcia la lista degli hosts.
Per orientarsi si possono leggere i commenti delle persone che hanno lavorato nello stesso posto e, volendo, si possono anche contattare.
Se si viaggia da soli poi è possibile cercare compagni di viaggio. Insomma funzionano e sono molto popolari.
WWOOF è un acronimo che sta ad indicare:
World-Wide Opportunities on Organic Farms per cui le opportunità che offre sono esclusivamente in ambito agricolo.
WORKAWAY e XHELP, invece, offrono un range di opportunità più ampio: non solo agricoltura dunque.
Io li ho consultati tutti e tre trovandoli utilissimi.
WWOOF è stato creato nel '72 da Sue Coppard e tutto è iniziato da un annuncio su un giornale.
E già allora internet non esisteva!
Ma internet ha fatto sì che WWOOF esplodesse a livello mondiale(basta consultare la lista dei paesi aderenti per capire quanto sia diffuso).
Anche XHELP è un'invenzione tutta inglese (hai capito 'sti Inglesi ;-P).
E' stato creato nel 2001 da Rob Prince viaggiatore incallito.
Dell'origine di workaway purtroppo non so ancora nulla.
Per approfondimenti vi rimando ai link delle organizzazioni:
http://www.wwoof.org/
Se li avessi conosciuti prima certamente avrei iniziato la mia avventura inglese e con l'Inglese ( :-) ) partendo da qui per poi magari approdare a Londra (però…non avrei avuto la possibilità di incontrate le persone meravigliose che hanno arricchito la mia vita).
Se è vostra intenzione partire, qualunque sia la ragione che vi spinge a farlo, anche se fosse solo per una breve vacanza vi consiglio un'esperienza come questa.
Se, invece, è una nuova vita quella che intendete costruire, tenete presente che in Gran Bretagna il volontariato è qualcosa che arricchisce il proprio CV.
Diversamente dall'Italia viene considerata un'esperienza di lavoro a tutti gli effetti utile ad ampliare ed arricchire le proprie competenze.
Inoltre è vantaggioso presentarsi con un curriculum in cui siano già elencate delle esperienze di lavoro nel paese.
Altro particolare da non trascurare: le referenze.
Personalmente, potendo tornare indietro, partirei da qui.
BUON VIAGGIO!
Cat

30.10.12

#1 "I AM GAME"


I don't know what you smoke or what countries you've been to
if you speak any other languages other than your own but I'd like to meet you
I don't know if you drive if you love the ground beneath you
I don't know if you write letters or panic on the phone still
I'd like to call you all the same, if you want to, I am game.
I don't know if you can swim or if the sea has any draw for you
if you're better in the morning or when the sun goes down
I'd like to talk to you
I don't know if you can dance if the thought ever occurred to you
if you eat what you've been given or push it round your plate still
I'd like to cook for you all the same, I would want to, I am game,
If you walk my way and I could keep my head we could creep away in the dark or maybe not, we could shoot it down anyway.
I don't know if you read novels or the magazines
if you love the hand that feeds you I assume that your heart's been bruised I know I'd like to know you
you don't know if I can draw at all or what records I am into
if I sleep like a spoon or rarely at all or maybe you would do? maybe you would do?
if I walk your way I will keep my head we will feel our way through the dark though I don't know you I think that I would do I don't fall easy at all      
Lisa Hannigan



Credevo di voler scoprire l'Inghilterra, parrrrdon,la Gran Bretagna, e invece la verità vera è che, come sempre accade quando si decide di viaggiare, sono IO quella che cerco ogni giorno lungo la strada.
Così dedico il testo che apre questo post  a me stessa: a quella che non conosco ancora e che mi piacerebbe scoprire, chiamare, ascoltare.
E' lei che mi sorprende ogni giorno ed è per lei che sono "in gioco".
Un anno fa non lo sapevo ancora. 

37
trentasette
TRENTASETTE
T-R-E-N-T-A-S-E-T-T-E
ti erre e enne ti a esse e ti ti e
3+7=10

L'ho sussurrato, bisbigliato, ripetuto a mente, urlato, compitato, scomposto e sommato questo numero tanto per vedere l'effetto che faceva.
Ho setacciato google in lungo e in largo in cerca d'ogni suo possibile recondito significato simbolico.
Ho scomodato la cabala per ripiegare speranzosa sulla smorfia senza successo.
A quanto pare  la ragione della mia inquietudine non se ne sta rintanata in un numero.
Cercavo un segno, qualcosa che m'indirizzasse.
Qualcosa che desse lustro e aggiungesse un pizzico di fascino a questo errare e invece…invece niente.
Io "sono" 37 per dirla all'inglese.
Questo è tutto.
37 anni sono pochi o sono tanti, troppi, per mettersi in cammino. Sono troppi per scombinare tutto?
Insomma è troppo tardi?
E' buffo alcuni ritengono che stia prolungando la mia adolescenza altri, al contrario, mi definiscono "coraggiosa"…bah! 
Nè l'una né l'altra: spiacente, non sono né un'eterna Peter Pan né un'eroina.
Forse sono entrambe le cose o, più probabilmente, sono solo un'incosciente.
So solo che più di un anno fa ho deciso che era meglio assecondare il mio bisogno di andare piuttosto che piangermi addosso e lamentarmi.
A dirla tutta era da un paio d'anni che meditavo una "fuga" e così,
come tanti italiani troppo choosy e perduti (perché alla famosa "generazione perduta" appartengo), sono partita alla volta di Londra.
Niente di esotico come l'isola che non c'è o di coraggioso come fare peace keeping a Gaza dunque.
Niente di romanzesco.
In un anno ho cambiato cinque volte casa e due volte lavoro (anzi forse tre se conto anche la volta in cui ho fatto l' au pair per due settimane), facendo l'equilibrista tentando di sopravvivere con pochissimi "quid".
Niente di strano in fondo… tutto nella media londinese :)
Un anno è tanto tempo scrivevo quasi un mese fa.
Me ne sono resa conto mentre impacchettavo tutte le mie cose (e dire che mi sembravano così poche. Pochi abiti, poche scarpe, giusto una borsetta, il grosso della roba lasciata volutamente in Italia).

UN MOMENTO…IMPACCHETTARE??? COME IMPACCHETTARE? ANCORA????

E sì … dato che  vivere a Londra in una sicura bolla italiana non ha affatto giovato al mio povero inglese, ho deciso di rimettermi in viaggio.
Era diventato così frustrante sentirsi ripeterete: ma come, sei in Inghilterra da più di un anno e ancora non parli perfettamente??? Come è possibile?
Già…come era potuto accadere…
La verità è che io sono talmente timida che tendo a scappare e Londra ti permette di farlo perché trabocca di Italiani. Sono ovunque. Ovunque puoi imbatterti nel suono familiare e rassicurante dell'italiano ed eludere la fatica d'immergerti in una lingua nuova e disorientante.
In più Londra ti risucchia. Londra è un universo a se stante che ti fa vivere nell'illusione che non esista nient'altro oltre i confini della zona tre.

Avete presente quell'episodio di Sex and the City in cui Carrie decide di andare in campagna per il week end?

NO?

Vi rinfresco la memoria.. 



Ecco Londra, come Manhattan, fa esattamente quest'effetto. Una malia.
Dopo un anno volevo vedere com'era quell'Ingh, parrrdon, quella Gran Bretagna, che per me era poco più di una macchia sul mappamondo.
Volevo imbattermi nei nativi.
Ed ora eccomi qua nello Yorkshire da più di tre settimane!
cat

29/10/2012

4.10.12

- 1

2.10.12

- 3


Vivian Maier

Undated, New York, NY


Un anno è tanto tempo, te ne rendi conto solo quando incominci ad

impacchettare tutte le tue cose.




Di tanto amore - Ivano Fossati

Un anno e più non è uno scherzo
può renderti diverso
un anno è la fotografia
di te stesso che vai via. 


-3

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