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8.11.12

#4 priceless...


...guardarsi Shining in questo posto 


 sapendo che te ne andrai a dormire qua




 All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy All work and no play makes Jack a dull boy


 All work and no play makes Jack a dull boy
              All work and no play makes Jack a dull boy



All work and no play makes Jack a dull boy
All work and no play makes Jack a dull boy

Cat

7.11.12

#3 The egg and I


The egg and I, 1947
E' buffo tutte le volte che in fattoria mi sono resa ridicola facendo una sciocchezza ho pensato a questo film. 
The egg and I, una commedia divertentissima che ruota attorno alle vicissitudini di una donna costretta a trasferirsi in campagna (e a lasciare New York) per seguire un bizzarro sogno del marito. Quale? Quello di vivere -UDITE UDITE- allevando galline (roba da divorzio).
Chissà se gli sceneggiatori di Sex and the City si sono ispirati a questa pellicola per l'episodio Sex and the Country (che citavo in I am game). 
Quali e quante sciocchezze? Impossibile ricordarle tutte.
Ero un oggetto insolito...a pensarci bene dovevo apparire come il rinoceronte di Pietro Longhi!


Tanto per cominciare sono stata quasi incornata da una capra a cui gli estranei non erano affatto graditi. 
La verità è che gli anni '80 c'hanno rovinati: Heidi non esiste e le caprette non "fanno ciao"! 
Not at all! 
Quest'esperienza ha spazzato via la visione popbucolica che avevo della campagna...
Ricordate i teneri porcellini disneyani(o il più recente Babe?)? 
Invenzioni! 
Quelli veri puzzano, sbavano, emettono suoni sgradevoli e sono ossessionati dal cibo.
Orwell aveva ragione!
Mangerebbero pure voi se potessero!
Una sera ho sorpreso sei grossi, grassi maiali che razzolavano felici nell'orto. 
Evasi chissà come dal loro recinto non gli pareva vero d'essere lì.
Se provavo ad avvicinarmi davano l'impressione di volermi caricare.
Panico.
Aspetto soccorsi e, una volta arrivato, il direttore mi spiega che l'unico modo per radunarli tutti in un sol colpo era sventolargli sotto al naso un secchio ricolmo di cibo (maiali...c.v.d.). Cosa che ha fatto.
Incredibile, ma vero l'hanno seguito! 
Avete presente le ochette di Lorenz?


Ipnotizzati dal cibo l'hanno seguito sino al recinto, sino a quando, dovendo aprirlo, non m'ha passato quel maledetto secchio...dovevo solo agitarlo ha detto. 
Facile a dirsi...ma erano sei, erano grossi, erano grassi, sbavanti e pigiavano. 
Potevo avvertire la loro fame...e ...vabbè la verità è che dovevo essere molto buffa spalmata com'ero sullo steccato. 
Per finire comprendo perfettamente la protagonista di The egg and I: neppure io sapevo raccogliere le uova! 
Andatevi a vedere la sequenza intitolata Collecting eggs (LA TROVATE QUA min. 21:26).
Ma tutto questo accadeva nello Yorkshire un mese fa. 
Oggi sono in Scozia alle prese con una stufa a legna.  
Come caspita si attizzerà il fuoco? 
Altro che "spoken English", quello che mi serve davvero è un corso di sopravvivenza. 
A presto.
Cat



31.5.09

ComingSoon FUMO DI LONDRA!



13.4.09

Always Look On The Bright Side of Life...

...non me la sento di augurare alcunché fatta eccezione per una sana dose di dissacrante ironia (sempre più rara).
by Cat




P.S. Per chi non conoscesse i Monty Python:www.youtube.com/user/MontyPython

14.2.09

Acqua cheta...


Vivian Wu in The Pillow Book by Peter Greenaway (1996)

15.11.08

Gayane Ballet Suite (Adagio)

Oggi mi sento così...

Un pezzo da stretta al cuore, tratto dal Gayane Ballet Suite del compositore armeno Aram Khachaturian (1903-1978), che suonerà familiare agli appassionati di Kubrick. Questo videoclip intitolato "Standing in the light" contiene proprio la traccia audio dell'inarrivabile 2001: Odissea nello spazio, con il rumore bianco di sottofondo della propulsione del Discovery; la grafica essenziale ma d'effetto è a sua volta citazione dell'oggetto simbolo del film, il monolite.

25.10.08

my favourite song (sperando che si scriva così) ...

Il cielo sopra Berlino è, in assoluto, il mio film preferito.
Potrei scrivere molte cose su questa pellicola, tante sono le cose che si potrebbero dire sui suoi molteplici livelli di significato...ma non annoierò nessuno :)

meglio vedersi qualche clip (meglio però, come suggerisce Daniele,andarselo a vedere TUTTO! Io vi suggerisco delle sequenze come se fossero pagine tratte da un libro...):

...quando il bambino era bambino...







Marion



Due le canzoni che non mi riesce di separare dal film: una è One e l'altra (la mia preferita, ormai inscindibile dalle persone che amo) è Stay (Faraway, so close!).
Perché scrivere di film e di canzoni? 
Forse perché, al di là di tutti i suoi possibili significati, "Il cielo sopra Berlino" è, per me, il più suggestivo ed emozionante taccuino di viaggio che abbia mai visto.

One



U2- Stay (Faraway, So Close!)

Caricato su Dailymotion da Kilgore81

Aspettando di andare a Berlino...col rammarico di non esser riuscita a vederla coi miei occhi prima della caduta del muro.
P.S. "Berlino" (la città intesa come luogo simbolico, luogo dell'anima) è per me (che lo voglia o no) Roma.

Three o'clock in the morning
It's quiet and there's no one around
Just the bang and the clatter
As an angel runs to ground

Just the bang
And the clatter
As an angel
Hits the ground

2.10.08

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?


photo tratta da questo sito

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Laggiù, laggiù
Vorrei con te, o mio amato, andare!
J. W. Goethe (1777)

Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed é l'odore dei limoni.
Eugenio Montale

Segnalo un video intitolato SOLO LIMONI (Documentazione video-poetica in 13 episodi sull'anti-g8 di Genova)
Clikka qui per avere maggiori info.

5.9.08

1000 Journals: il film a Mantova



03 settembre, 2008
Fonte: inviaggiocoltaccuino.blogspot.com
Il film sui 1000 diari di Andrea Kreuzhage è finalmente in distribuzione. 
In Italia sarà presente al Festivaletteratura di Mantova, con due proiezioni al cinema Mignon, per la rassegna di film sulla letteratura:
venerdi 5 settembre alle 14.30 e sabato 6 settembre alle 22.30.




Fonte: 1000journalsfilm.com
1000 Journals is a film about people whose lives are touched by 1000 traveling journals. These blank journals were released into the world in the summer of 2000, by Someguy, a San Francisco based artist. Some people found a journal, or got it from a friend or stranger. Some signed up on the web and received it in the mail. Some wrote in them, others doodled, pasted in photographs, or added artworks. Some kept them. Some passed them on. There are no rules, and no one really monitors these journals and their movements. And yet, they are connecting tens of thousands of people worldwide, provoking and inspiring them.

RECENSIONE 
In September 2003, one of the 1000, number 526, returned to Someguy, filled. What happened to the other 999? This film tells their stories. 1000 Journals shares the experience of their worldwide journeys, and chronicles the self-governed collaboration of thousands of random people who have added to this global "message in a bottle."

P.S. Ne avevamo già parlato in questo blog (clikka qui per leggere il post)

31.7.08

“Vive Sainte Sara!”



Latcho drom a tutti noi!

Curiosità
LATCHO DROM è un film/documentario di Toni Gatlif in cui ritrovare anche le celebrazioni in onore di Santa Sarah.
Latcho Drom è un film musicale che traccia le tappe di un viaggio storico: quello dei zingari dall’India fino all’Egitto. (...)
“Ho voluto fare un film -dice Tony Gatlif- di cui i Rom potessero essere fieri e non esibire la loro miseria. Ho voluto alzare un inno al popolo che amo anche perché i Rom, continuamente emarginati dagli altri, sentono il bisogno di essere rispettati, anche solamente un poco.” In lingua romanés Latcho Drom significa Buon viaggio. E’ quello che il regista augura agli zingari di tutto il mondo.

Toni Gatlif
Nato ad Algeri nel 1948. Dalle sue origini in parte algerine e in parte tzigane ha tratto ispirazione per molti dei suoi film. La Terre au Ventre (1978) riguarda la guerra in Algeria. Les Princes (1982) parla invece dell'altra sua "metà" del'anima, quella zingaresca. Occhio appassionato e attento agli emarginati: La rue du Départ (1985), Pleure pas My Love (1988), con Fanny Ardant, storia di una drammatica passione vissuta ai margini del mondo del cinema. Dopo Gaspard et Robinson nel 1990, Gatlif ha dedicato due anni a Latcho Drom, vincitore di molti premi, dedicato alla cultura Rom nel mondo letta attraverso la musica e la danza.

30.7.08

Latcho Drom


Solitamente odio fare progetti, ma in questo caso, non so voi, forse io so dove sarò fra circa un anno...

Francia - Saintes Maries de la Mer (06.6.2005)
Viva Santa Sara
di Paola Rivetti

Ogni anno il popolo nomade si ritrova per festeggiare la santa più amata dalla gente del viaggio.
Saintes Maries de la Mer, città meridionale della Francia, si colora di musica e danze gitane ogni maggio in onore della santa più amata dalla gente del viaggio, Santa Sara.
Nel piccolo comune così si materializza l’incubo dell’uomo metropolitano moderno, cittadino e possidente: ci sono solo “zingari”. 
Questa festa ha perciò il grande merito di mostrare il volto aperto del popolo del viaggio,normalmente invece chiuso ed obbediente a norme ferree: la netta separazione che vige tra gli appartenenti alle varie famiglie “nomadi” e i Gagè, gli stranieri, qui si dissolve, e tutti sembrano pensare solo a divertirsi e festeggiare. 

Rom, Sinti, Gitanos e Manouches arrivano da tutta Europa, armati di chitarre e violini per rendere omaggio a questa santa, che si narra arrivò con una piccola imbarcazione dalla Giudea nell’anno 40 d.C. Era la serva di Maria Salomè e Maria Giacobbe ed è chiamata Sara “la Kali”, ovvero la Nera, la cui santità non è però mai stata riconosciuta dalla Chiesa di Roma
Tuttavia, esistono molte altre leggende e tradizioni sulla sua origine. 
Una versione, accreditata dalla tradizione rom, narra che Sara fosse una gitana residente in Provenza, che salvò le due Marie da una tempesta. Si dice anche che fosse un’abbadessa egiziana che arrivò in Camargue dalla Libia. Quello che è sicuro, è che Santa Sara è un enigma storico difficile da risolvere. 

La processione.
Il 24 di maggio la statua di Santa Sara viene portata in mare da una processione composta da cantori, ballerini e gente a cavallo.
Sulla spiaggia la attendono moltissimi fedeli che intonano canti e danzano nell’attesa.
La statua della santa è preceduta da uomini a cavallo, dai musicisti, e da una piccola autovettura che diffonde tramite un altoparlante la storia di Santa Chiara e la storia delle persecuzioni contro il popolo Rom, dalla barbarie nazista all’emarginazione sociale che questi vivono nelle moderne metropoli. Appena arriva sulla spiaggia, una calca di persone la segue in acqua, cantando “Vive Sainte Sara!”, e cercando di toccarne le vesti per ricevere fortuna e grazia.
La santa viene poi portata nella cripta della chiesa cittadina, dove centinaia di candele sono accese e dove i bambini vengono presentati alla santa.
Questa è infatti anche l’occasione per battezzarli.
Una grande quantità di persone tiene nelle mani una candela, a testimoniare la loro fervente devozione. 

La festa.
La cosa che colpisce maggiormente è la festa che segue la celebrazione religiosa. Prosegue fino a tardissima notte e coinvolge tutti con canti e balli.
Numerosissimi sono i Gitanos spagnoli e i Manouches francesi. Arrivano in molti però anche dal nord e dall’est Europa.
Per le strade di Saintes Maries la festa imperversa.
Il giorno seguente, il 25 maggio, si celebrano le due Marie, Maria Giacobbe e Maria Salomè, che secondo la tradizione erano le padrone della schiava nera Sara.
Quest’ultima celebrazione è seguita anche dai cittadini francesi della municipalità, che insieme ai Rom accompagnano in processione le due Sante.
Quello che più piacevole resta nella memoria di quei giorni è il clima di reciproca tolleranza ed integrazione, realizzata attraverso la musica e il rispetto delle differenze.

Su Santa Sarah...
Sarah-la-Kali (Sara la nera) ricorda senza dubbio la divinità indiana Kali (Bhadrakali, Uma, Durga, e Syama) (Fonseca, 1995, 106-107). Questo nome concorda con l’ipotesi dell’origine indiana della comunità Rom che giunsero in Francia verso il IX secolo. La Santa rappresenta una manifestazione sincretistica e cristianizzata della dea Kali. Durga, altro nome di Kali, dea della creazione, della malattia e della morte, rappresentata con il volto nero, durante un rito annuale in India viene immersa nella acque e poi fatta emergere. 
Sara la nera ricorda altresì il culto alla Vergine Nera, con cui è evidentemente confusa. 

Info. su luoghi, miti&tradizioni:
www.inviaggionelmondo.it/SAINTES_MARIES.htm
www.saintesmaries.com/

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