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16.11.12

#8 ...del viaggio parte seconda

In questo momento solo le persone mi attraggono. 
Sono dei mondi sconosciuti siti in galassie remote tutte da esplorare.
L'ho affermato qualche giorno fa (QUI) riflettendo sulle diverse forme del viaggiare.
Se scorro alcune delle foto che ho scattato in questi ultimi anni mi rendo conto che è sempre uno sguardo ad altezza d'uomo quello che cerco di mantenere ormai. 
Alle volte mi piacerebbe essere un angelo di Wenders (anche solo per un'ora) farmi invisibile ed ascoltarne le storie.
Ad esempio, a cosa stava lavorando la ragazza che se ne stava appollaiata sul davanzale d'una finestra
 - in pigiama, a Novembre (brrrr), in una via centralissima e superturistica - di Edimburgo (accadeva il 4 novembre 2012)?

                                                               




...e chissà a cosa stava pensando lui che sembra piovuto dagli anni '70 (o forse era un chitarrista famosissimo che, nella mia infinita ignoranza, non ho riconosciuto?)


Denmark Street, London ( agosto 2010)



...e la sua mamma gli avrà comprato le caramelle (o, più semplicemente, una volta a casa, si sarà ricordata d'averlo parcheggiato lì ;P?)?



...e loro? Alla fine si saranno decisi a pranzar lì?


Londra (presso Covent Garden, agosto 2010)


...e questa signora che accortasi di me è quasi scappata, in quante(e quali) lingue m'avrà mandato a quel paese ;P?



...e loro?
Saranno degli hoodies ora (impossibile è passato poco tempo questa foto risale a 4 mesi fa :))?




...e tutti quelli che si godevano il sole in quell'assolato pomeriggio londinese del 2010?
Sembravano tutti felici...
E quel bimbo che sonnecchiava fra le braccia di mammà come sarà diventato?



...scopriremo che trattavasi d'un genio solo dopo la sua morte?



...e lei? Cosa stava sognando ad occhi aperti lei?



...e, per finire, chissà se e in quali lingue, m'avrà mandato a quel paese questo tizio qua ;P?



A presto!
Cat


18.7.11

I want a beer!


...ecco, vi sembrerà strano, ma se vi ritrovaste a Londra, a Brick Lane, potrebbe essere un problema trovare un piccolo pub dove bere una birra e fare sooolo due chiacchiere.
Mai disperare però!
Alla fine abbiamo scovato questo piccolo "local pub" accogliente, dove potersi mischiare con i locali (appunto :P) e magari parlarci!
Pride of Spitalfields un tipico piccolo pub nascosto, lontano dal caos del sabato sera.
Ve lo consiglio!
Cat

Dove???

3 Heneage Street E1 5LJ

Transport Aldgate East tube



23.8.10

PASSEGGIATE ALEATORIE…(from London) #2

…riprendo le mie passeggiate*.
NO Thames NO London
Cosa potrei consigliare a chi arriva a Londra per la prima volta?
Abbandonatevi e danzate!
Iniziate dal Tamigi senza il quale Londra non sarebbe…
Iniziate dal Tamigi che danza con Lei (Lei, Londra, LA città) come…
…come solo un amante farebbe…

"Sedici ponti pedonali e automobilistici, sei ponti ferroviari, vari tunnel e traghetti, le numerose rotte dei battelli turistici che fanno la spola tra una sponda e l'altra: una fitta ragnatela, quasi le cuciture di due lembi d'un tessuto urbano.
Ma soprattutto - poiché il Tamigi serpeggia per la città, diretto ad est ma sempre salendo verso nord e scendendo verso sud, creando stretti gomiti e larghe curve, avanzando e poi retrocedendo, quasi avesse bisogno di tempo per rassegnarsi al mare – un continuo ribaltamento di prospettive, di punti di vista.
Forse è questo l'aspetto più affascinante, e disturbante, di Tamigi-Londra: ogni attraversamento sembra imprimere una piccola rotazione al caleidoscopio del rapporto città-fiume, e subito tutto muta, si scompone e ricompone, per poi mutare di nuovo, scomporsi e ricomporsi; le vedute non fanno che trasformarsi, ed è come se la città (le sue prospettive, i suoi scorci) fosse un enorme, multiforme work-in-progress, uno scenario teatrale in continua trasformazione, un incessante Hellzapoppin', il bizzarro e surreale film del 1941, in cui quinte e oggetti di scena vengono trasportati di continuo qua e là, apparentemente senza senso"
Mario Maffi, Tamigi. Storie di fiume, ed. ilSaggiatore, p. 127

* m'ero interrotta qui (
passeggiate-aleatorie from london #1)

9.1.10

Passeggiate aleatorie...from London #1

Sono mesi che mi riprometto di scrivere del mese trascorso a Londra...
Ho scritto e strascritto di One&Other*, l'opera d'arte collettiva che m'ha accolta e fatto compagnia per tutto il tempo trascorso in città.
Grazie a quest'iniziativa ho scoperto Antony Gormley.
E' da lui che inizierò le mie passeggiate.
Buona Lettura!
Cat


Antony Gormley è nato a Londra nel 1950.
Dopo aver completato gli studi di archeologia, antropologia e storia dell’arte al Trinity College di Cambridge, fa un lungo viaggio in India per tornare a Londra tre anni dopo completando gli studi alla Scuola Centrale d’Arte di Goldsmiths e alla Slade School of Art. L’opera di Antony Gormley è stata ampiamente celebrata in Inghilterra con mostre personali alla Whitechapel, Tate, Hayward Gallery, British Museum e White Cube.

Ma sono molte le esposizioni fuori dal suo paese come testimoniano le mostre che si sono svolte al The Louisiana Museum di Humlebaek, The Corcoran Gallery of Art di Washington, The Irish Museum of Modern Art di Dublino e The Kolnischer Kunstverein in Germania.

Ha preso parte alla Biennale di Venezia e a Documenta 8 di Kassel. Nel 1994 ha vinto il Turner Prize e nel 1999 il South Bank Prize per le Arti Visive.
Con le sue opere, Gormley ha dato nuova vita all’immagine umana nella scultura, con un’approfondita ricerca sul corpo quale sede di memoria e trasformazione, utilizzando il suo stesso corpo come soggetto, strumento e materiale.

Una delle opere che hanno fatto conoscere Antony Gormley al pubblico mondiale è la grande scultura simbolo della rinascita culturale ed economica della regione del Nord-Est dell’Inghilterra "Angelo del Nord".

Eretta su una collina a Newcastel, è considerato uno fra i più rilevanti esempi di scultura contemporanea britannica.



Antony Gormley usa il corpo come misura e matrice, come punto di partenza per realizzare figure che, attraverso la loro particolare disposizione nello spazio, assumono connotati domestici ed al tempo stesso estranianti.

Before 2002

Sebbene la forma originaria delle sue opere sia quindi sempre quella della sagoma dell'artista stesso, la sua non è un'opera strettamente autobiografica, ma piuttosto un "veicolo" per interrogarsi sui grandi quesiti esistenziali.



A partire dal 1990 Antony Gormley ha allargato il suo interesse verso la condizione umana per rivolgere la sua esplorazione al corpo collettivo, alla folla, e alla relazione tra il sé e l’altro, in installazioni su larga scala quali Allotment, Critical Mass, Another Place, e le più recenti Domain Field e Inside Australia.
Un esempio di queste opere è costituita la 32.000 figurine in terracotta disposte nella chiesa di St. Mary a Londra.

Le figurine di terracotta che compongono le opere di Gormley, sono state costruite da migliaia di persone che hanno ricavato, da una piccola palla di creta, sotto la supervisione dell'artista, una figurina alta dagli 8 ai 26 cm la cui caratteristica comune è quella di stare ritta ed avere due fori a indicare gli occhi.



"Iron man" in Victoria Square a Birmingham


Le opere di Antony Gormley sono state oggetto e soggetto per molte mostre, sia nel Regno Unito, come le gallerie Whitechapel, Tate e Hayward, il British Museum e il White Cube, che estere, in musei tra cui il Louisiana Museum di Humlebaek, la Corcoran Gallery of Art di Washington, DC, l’Irish Museum of Modern Art di Dublino e il Kolnischer Kunstverein in Germania.

Antony Gormley nel 1997 è stato insignito dell’Order of the British Empire (OBE) e del South Bank Prize for Visual Art nel 1999.
È Membro onorario del Royal Institute of British Architects presso il Trinity College di Cambridge e del Jesus College, sempre a Cambridge.

8.12.09

BUT IS IT ART?! - One&Other (from London...) #2



One&Other (from London...) è stato

il primo post che ho scritto dopo il mio ritorno.

One&Other si è concluso il 14 ottobre.




Per 100 giorni il live artwork di Antony Gormley ha portato sul Fourth Plinth di Trafalgar Square oltre 2400 persone.

Una dopo l'altra, un'ora dopo l'altra, h24 con la pioggia, col vento o col sole, per 100 giorni di seguito.


Naturalmente quest'intervento "vivo" sul e nel tessuto vivo della città è stato accompagnato da apprezzamenti e da molte polemiche: c'è chi sostiene che abbia portato una ventata di novità e chi, invece, che One&Other abbia mostrato solo gente alla disperata ricerca di attenzione.
E' vero, si sono avvicendati i personaggi più disparati (anche "strampalati"...): c'è stato chi ha promosso un ente benefico, chi ha recitato, chi ha ballato, ecc...



Ma, da che vi ho messo piede, il richiamo della piazza è stato irresistibile: sia al mattino, prima che iniziasse la giornata, che alla sera, prima di rincasare, dovevo passare dal Fourth Plinth...è stato il mio piccolo rito scaramantico ed il modo meraviglioso in cui la città m'ha accolta.
Così credo sia inutile chiedersi se questa sia arte perché, per quel che mi riguarda, Gormley il suo obiettivo l'ha raggiunto!

BOO!

by Cat

“… It has changed my life and that of many others… Who can be represented in art? How can we make it? How can we experience it? These are questions that have exercised me for years. Whether you see the plinth as a protest or pole-dance platform; studio or stocks; playpen or pulpit; as a frame for interrogation or for meditation, it has provided an open space of possibility for many to test their sense of self and how they might communicate this to a wider world”.
Antony Gormley

20.11.09


“Uno dei momenti più importanti della nostra vita è quando incontriamo una mente che ci sconcerta”
R. W. Emerson

23.9.09

One&Other (from London...)


sono tornata da Londra da qualche giorno e solo ora mi rendo conto che il mese che vi ho trascorso è letteralmente volato...
Ne scriverò più in là, per ora segnalo a chiunque fosse in procinto di partire quest'iniziativa: One&Other
Se passando da Trafalgar Square doveste vedere una persona intenta a fare qualunque cosa sul quarto "plinto" non stupitevi perché siete a Londra e state assistendo ad una singolare performance.
Buon viaggio!
by Cat

The Fourth Plinth, "il lettino vuoto", progettato e costruito nel 1841, secondo i piani di Sir Charles Barry avrebbe dovuto ospitare una statua equestre, ma causa la carenza di fondi, la statua non venne mai realizzata e il "plinto", la base, lo zoccolo è rimasto vuoto.
Per fortuna...perchè da un decennio ospita delle installazioni temporanee!
Sino al 14 ottobre potrete assistere a One&Other

(la freccia rossa indica il Fourth Plinth)


CHE ROBA E'?!!!
E' un'opera dell'artista Antony Gormley.

“Every hour, 24 hours a day, for 100 days without a break, a different person will make the Plinth their own.”

Antony Gormley on the Fourth Plinth from One & Other on Vimeo.

Un monumento fatto dalle persone, dunque, che vuole essere la "risposta postmoderna" alla serie di statue dedicate agli eroi deceduti dell'Impero quali l'Ammiraglio Nelson e re Giorgio IV che se ne stanno tranquilli a pochi metri sui rispettivi piedistalli.A partire dal 6 luglio per 100 giorni consecutivi alcuni fortunati hanno ottenuto la possibilità di avere a disposizione 1 ora di tempo, per appropriarsi di questo spazio e fare tutto ciò che gli passa per la mente.

Info:

Sul sito (One&Other) si possono vedere in tempo reale le performance, ovviamente commentarle, vedere i profili delle persone che sono state selezionate e addirittura votare e supportare i performers preferiti.


Su skyARTS poi si possono vedere tutti i video

27.8.09

...su Londra (impressioni)

Niccolo Fabi (ascoltatevelo qui)
Mettere Le Ali
Una casa di vetro lungo il fiume o di notte
dietro a un cannocchiale
in ginocchio in un confessionale o tra le gambe dell'amata ad ansimare
non c'è un posto migliore in cui sognare
il sogno è un altro modo in cui guardare
qualunque terra si può fare mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
così insegniamo agli elefanti a mettere le ali
insegniamo ai parlamenti a mettere le ali
insegniamo ai comandanti a mettere le ali
Non è mai troppo tardi
Non si è mai troppo vecchi
una scuola e una cabina elettorale
con la penna in mano prima di votare
davanti a un giudice in un tribunale
su una barca in fuga in mezzo al mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
il sogno è un altro mondo in cui guardare
qualunque terra si può fare mare
non c'è un posto migliore in cui sognare
così insegniamo ai più pesanti a mettere le ali
ricordiamo ai parlamenti di mettere le ali
invitiamo gli insegnanti a mettere le ali
non è mai troppo tardi
non si è mai troppo vecchi
per insegnare agli elefanti a mettere le ali
per ricordare ai musicanti di mettere le ali
per invitare tutti quanti a mettersi le ali

3.2.09

Torcia, bussola e pranzo al sacco...Up in the jungle!


Up in the jungle
photo by matbas


Torcia, bussola e pranzo al sacco
Quando uscite per la prima volta dalla metropolitana di Londra e vi trovate su Oxford street, come fate a capire da che parte andare?

Internazionale 778, 15 gennaio 2009


Torcia. Una pila tascabile in viaggio fa sempre comodo: per orientarsi al buio, leggere di notte, trovare il bagno o esplorare i canali lavici alle Hawaii. Per anni ho raccomandato la Mini Maglite, ma l'arrivo dei led ha rivoluzionato il mercato. Io uso una torcia che emette un raggio compatto, con quattro livelli di illuminazione. Se necessario lancia un sos lampeggiante in codice Morse. Evitate i modelli che hanno un interruttore on/off senza sicura: potrebbero accendersi per sbaglio e scaricare completamente le pile. Portare la torcia in testa, usando una fascia elastica, è un modo per avere le mani sempre libere.

Bussola. Uno strumento fondamentale per orientarsi nei labirinti urbani. Altrimenti, quando uscite per la prima volta dalla metropolitana di Londra e vi trovate su Oxford street, come fate a capire da che parte andare?

Cucchiaio e forchetta. Per ridurre le spese fate un picnic al parco. Vi serviranno dei piattini (i coperchi di plastica dei barattoli di caffè sono perfetti) e delle posate. Non sono un grande appassionato dello spork, metà cucchiaio (spoon) e metà forchetta (fork): trovo che sia una forchetta troppo corta con un cucchiaio che lascia colare i liquidi. Ma il modello progettato dal designer scandinavo Joachim Nordwall è interessante: cucchiaio e forchetta si trovano ciascuno a un'estremità, ed è solido, leggero ed economico.

Coltello multiuso, forbici. L'espressione "coltellino svizzero" fa ormai parte del linguaggio comune. Ma negli ultimi anni è arrivato il Leatherman
: un comodo coltello che in più ha un paio di pinze. Se portate gli occhiali, assicuratevi che il vostro coltellino abbia un cacciavite per stringere le viti. E procuratevi un paio di forbici pieghevoli. Ma state attenti: potrebbero non passare i controlli all'aeroporto.

DOUG DYMENT

È l'autore di onebag.com, un sito sull'arte di viaggiare leggeri e con un solo bagaglio a mano.



Oxford Street
Famosa via commerciale di Londra, generalmente considerata come la più lunga al mondo.
Parte da Marble Arch al Nord-est di Hyde Park, attraversa Oxford Circus fino al St Giles'Circus all'intersezione con Charing Cross Road e Tottenham Court Road.

La strada diventa in seguito New Oxford Street quindi giunge in High Holborn.
Ad ovest, Oxford Street diventa Bayswater Road.
Incrocia altre importanti vie di Londra tra cui Park Lane, New Bond Street e Regent Street.
In questa via una statua dell'ammiraglio Nelson fa sfoggio di sè.


by Cat

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